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Precipitazione (meteorologia)
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Con il termine mwcqprecipitazione si intendono, in mwcgmeteorologia, tutti i fenomeni di trasferimento di mwcwacqua allo stato liquido o solido dall'mwdaatmosfera al suolo, come mwdqpioggia, mwdgneve, mwdwgrandine, mwearugiada e mweqbrina, rappresentando una fase dell'intero mwegciclo idrologico. Queste acque, che tornano in genere a evaporare (a differenza di quelle mwewlitosferiche circolanti in permanenza nel terreno), sono anche dette mwfaacque meteoriche.cite-ref-1[1]

Contents

Genesi
Regimi
Note

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Genesi

Quando l'aria umida, riscaldata dalla mwpqradiazione solare si innalza, si espande e si raffredda fino a mwpgcondensarsi (l'aria fredda può contenere meno vapore acqueo rispetto a quella calda e viceversa) e forma una mwpwnube, costituita da microscopiche goccioline d'acqua diffuse dell'ordine dei mwqamicron. Queste gocce, unendosi (coalescenza), diventando più grosse e pesanti, cadono a terra sotto forma di mwqqpioggia, mwqgneve, mwqwgrandine.

Nel 2024 si è notato come il mwrqpolline, ma anche altre particelle sospese, possono disperdere la luce solare, servire come semi per formare nuvole, influenzare la temperatura, la visibilità e le precipitazioni.cite-ref-2[2]

Regimi

Le massime precipitazioni sono intorno all'mwuaequatore (per una fascia larga 10° di mwuqlatitudine). Dall'equatore ai poli si ha una graduale diminuzione con una eccezione tra i 45° e 55° di latitudine dove vi è la massima attività mwugciclonica. Questo secondo massimo di precipitazione è però inferiore a quello equatoriale.

Attraverso lo studio delle mwvaisoiete, ossia delle linee che uniscono tutti i punti di uguali precipitazioni, si possono riconoscere i seguenti regimi delle precipitazioni o regimi pluviometrici:

• Regime delle basse latitudini.

• Tipo equatoriale: senza stagione secca e con due massimi di precipitazione (es. mwwqAmazzonia, mwwgGuyana, mwwwUganda).
• Tipo subequatoriale: con due stagioni secche e due piovose (es. mwxqCongo, mwxgEtiopia).
• Tipo subtropicale: con un solo periodo di piogge violente (3-4 mesi) e un lungo periodo di secco (es. mwyaSudan, mwyqSenegal, mwygMato Grosso).

• Regime mediterraneo. Estate serena e asciutta, inverno piovoso (es. mwzaMediterraneo, mwzqCalifornia).
• Regime delle alte latitudini. Questo regime interessa la fascia latitudinale fra 43° e 60° ed è caratterizzato dalla mancanza di una stagione secca vera e propria mentre vi sono stagioni più o meno piovose variamente distribuite.

• Tipo continentale: piogge estive (es. mwaqEuropa centrale, mwagRussia, mwawSiberia, mwbaCanada).
• Tipo oceanico: piogge sparse in tutto l'anno, portate dai venti marittimi, con un massimo in autunno (ad esempio mwbgEuropa occidentale, mwbwInghilterra, mwcaScandinavia, mwcqStati Uniti occidentali).
• Tipo di transizione: piogge in primavera e autunno (ad esempio mwcwFrancia orientale, mwdaItalia settentrionale).

• Regime polare (oltre i 60° di latitudine). Precipitazioni scarse. Solo nell'mwdgAntartide nevica in prossimità delle coste.
• Regime desertico. Precipitazioni inferiori a 250mwea mm/anno. È caratteristico delle zone tropicali ad alte pressioni.
• Regime monsonico

Netta differenziazione tra periodi piovosi e asciutti. Interessa vasti territori dell'mwewAsia e mwfaAustralia. I mwfqmonsoni invernali portano tempo sereno in mwfgIndia, mwfwCina settentrionale, mwgaManciuria. I monsoni estivi portano pioggia in mwgqBirmania, mwggCina meridionale, mwgwGiappone.

Orografia

Pioggia, neve e grandine tendono a distribuirsi maggiormente sui versanti mwhgmontuosi esposti alle correnti dove è favorita la risalita delle masse d'aria umide fino alla condensazione (mwhwconvezione forzata). Le mwiaperturbazioni stesse tendono a subire azioni di blocco (mwiqstau) nei versanti mwigsopravvento; viceversa nei versanti sottovento i venti discendenti di caduta favoriscono il dissolvimento delle nubi con conseguente diminuzione delle precipitazioni (mwiwombra pluviometrica) ed effetto mwjafavonio. Pertanto le precipitazioni tendono ad aumentare con la quota. In Italia ad esempio il versante tirrenico risulta essere decisamente più piovoso del versante adriatico per la presenza dell'mwjqAppennino e la prevalenza di correnti occidentali.

Misurazione

Le precipitazioni vengono in genere misurate utilizzando due tipi di strumenti: mwlapluviometro e mwlqpluviografo. Il primo strumento consiste in un piccolo recipiente, in genere di forma cilindrica, e dalle dimensioni standardizzate che ha il compito di raccogliere e conservare la pioggia che si è verificata in un certo intervallo di tempo, generalmente un giorno, sul territorio dove è installato. In questo modo è possibile ottenere una misura giornaliera delle precipitazioni in una data località.

Diversamente il mwlwpluviografo è uno strumento che ha il compito di registrare la pioggia verificatasi a una scala temporale inferiore al giorno, attualmente sono disponibili pluviografi digitali con risoluzione temporale dell'ordine di qualche minuto. Convenzionalmente in mwmaItalia la pioggia viene misurata in millimetri (misura indipendente dalla superficie). Per avere un'idea si può considerare che in Italia piovono dai 100mwmq mm ai 3000mwmg mm all'anno; un giorno di pioggia fine non porta più di mwmw1 mm d'acqua, mentre un temporale lungo e violento porta anche mwna30 mm d'acqua, con record intorno ai 440mwnq mm (in mwngItalia le zone più piovose sono le mwnwPrealpi e mwoaAlpi Giulie e mwoqCarniche in mwogFriuli-Venezia Giulia e le mwowAlpi Apuane in mwpaToscana).

Effetti

Le precipitazioni atmosferiche assumono notevole importanza nel compimento del mwqwciclo dell'acqua. A esse, in ambito mwraidrologico, si dà spesso il nome di mwrqacque meteoriche le quali comprendono oltre alle acque mwrgpiovane tutte le altre precipitazioni provenienti da eventi mwrwmeteorici quali mwsaneve, mwsqgrandine, mwsgrugiada, mwswbrina. Una volta cadute al mwtasuolo le acque piovane vi si disperdono sopra penetrandovi e infiltrandosi in profondità nei terreni mwtqpermeabili per mwtggravità o incanalandosi lungo le depressioni formate dal mwtwsuolo, oppure si depositano su di esso sotto forma di mwuaghiaccio in mwuqnevai e mwugghiacciai sulle montagne più elevate, costituendo preziose riserve di mwuwacqua, o nelle banchise dei mwvapoli.

In seguito al progressivo scioglimento che mwvgneve e mwvwghiaccio subiscono in presenza di mwwatemperature superiori al mwwqpunto di fusione della fase solida dell'mwwgacqua, l'acqua allo stato liquido comincia a seguire lo stesso percorso delle acque piovane scorrendo e incanalandosi nel terreno e andando così ad alimentare mwwwruscelli, mwxafiumi, mwxqlaghi, mwxgdelta ed mwxwestuari fino a raggiungere il mwyamare e dando luogo alla cosiddetta "mwyqcircolazione superficiale", oppure penetrando e alimentando le mwygfalde acquifere dando luogo invece alle preziose mwywriserve acquifere e in generale all'omologa mwzacircolazione sotterranea, oppure infine torna direttamente in mwzqatmosfera attraverso l'mwzgevaporazione diretta dal suolo umido e l'mwzwevapotraspirazione delle piante. In tal modo l'acqua si rende disponibile alla mw0abiosfera alimentando mw0qvegetazione superficiale e mondo animale.

Le acque meteoriche rivestono notevole interesse in svariate discipline tecniche legate all'mw1wIngegneria mw2aIdraulica:

• mw2wIdrologia e mw3aidrografia
• mw3gIdrogeologia e mw3wgeotecnica: basti pensare al ruolo fondamentale che il ruscellamento delle acque meteoriche assume sui terreni mw4acarsici. Interagendo con la mw4qmicroflora vegetale e mw4gbatterica si arricchisce in mw4wCO2, diviene aggressiva nei confronti dei substrato mw5qcalcareo e va a incrementare il mw5gfenomeno carsico
• mw6aapprovvigionamento idrico delle comunità umane, in quanto elemento primo per la vita degli esseri viventi. In aree a rischio mw6qdesertificazione è importantissimo accumularle in mw6ginvasi superficiali o in mw6wcisterne. Per scopi più in generale mw7aacquedottistici la loro misurazione interviene nella progettazione delle opere di captazione, dalle mw7qdighe alle opere di presa direttamente dai corsi d'acqua.
• regimazione delle acque di mw7wpioggia al fine della gestione dei deflussi in ambito urbano relativamente alla progettazione e costruzione delle mw8afognature bianche nei centri urbani ad andamento planimetrico pianeggiante, soggetti a frequenti mw8qallagamenti e a un'adeguata progettazione dei profili stradali (mw8gcunette, mw8wtombini, ecc.) nei centri urbani mw9acollinari o mw9qmontani in cui le elevate pendenze creano altri tipi di problemi
• mw9wagricoltura: lo studio degli afflussi meteorici è fondamentale al fine di programmare idonei interventi in ambito agrario.

Nell'ambito dell'inquinamento ambientale le precipitazioni assumono un'importanza fondamentale per via della loro azione di mw-qlavaggio dell'atmosfera da mw-gaerosol e sostanze inquinanti quali il mw-wparticolato atmosferico esercitando così un'azione di mitigazione naturale in situazioni di particolare inquinamento dell'aria come nel caso delle grandi città e aree metropolitane.

Modifica artificiale

Sfruttando le conoscenze sulla genesi delle nubi e delle precipitazioni è stato possibile modificare il mwaqitempo atmosferico mutando artificialmente alcuni tipi di mwaqmnubi per ottenere, come risultato finale, un aumento delle precipitazioni. Ad esempio è possibile alterare l'equilibrio di nubi sopraffuse facendo in modo che compaiano al loro interno mwaqqcristalli di ghiaccio che crescono per differenza di tensione di vapore saturo con l'acqua sopraffusa. Tali cristalli di ghiaccio si possono ottenere con varie tecniche d'mwaquinseminazione delle nuvole:

• l'introduzione di palline di mwaqgghiaccio secco (ovvero mwaqkanidride carbonica allo stato solido) che abbassa la temperatura della nube fino al punto in cui i cristalli possono originarsi direttamente dalle gocce sopraffuse. La nube, in tal caso, subisce una deformazione visibile alla sommità dove è stato rilasciato il ghiaccio secco.
• l'introduzione di particelle di mwaqsioduro d'argento in grado di fungere come mwaqwgerme cristallino per le gocce sopraffuse (da cui l'espressione di "semina delle nubi"). Infatti, sullo ioduro d'argento si forma una sottilissima pellicola d'acqua dello spessore di qualche molecola che, disponendosi in una struttura solido-cristallina simile al mwaq0ghiaccio, solidifica costituendo il basamento del cristallo di ghiaccio. Lo ioduro d'argento è efficace sotto i mwaq4−5 °C e, rispetto al ghiaccio secco che deve essere introdotto nella nube per mezzo di un aereo, ha il vantaggio di poter essere sparso anche dal suolo: ad alte temperature infatti volatizza e, portato in alto dalle correnti ascensionali, condensa poi in tante piccole particelle al diminuire della temperatura. In parte solo la luce diretta fa perdere a tali particelle la loro efficacia.

Con la genesi di cristalli artificiali, cioè con la diminuzione di acqua sopraffusa nella nube, si pensa di poter ridurre anche la formazione di grossi chicchi di grandine durante le grandinate.

Analogamente è stato possibile alterare l'equilibrio delle nubi calde (con temperatura superiore al punto di fusione) con l'immissione nella nube di nuclei salini giganti e di acqua polverizzata sui quali le goccioline di nube possano più facilmente formarsi e svilupparsi.

Per provare la reale efficacia di tali metodi, ovvero che si registri un effettivo aumento delle precipitazioni, si fa uso di strumenti puramente statistici, ma i relativi calcoli mostrano tuttavia una piuttosto debole efficacia.

Statistiche

Le precipitazioni non sono costanti tutto l'anno, infatti esistono periodi più piovosi di altri, così come i giorni della settimana.

Questi dati variano molto da nazione a nazione, infatti se per l'mwaruInghilterra il giorno più piovoso è il mwarymartedì,cite-ref-3[3] in mwarsItalia è la mwarwdomenica, e questo è dovuto principalmente al susseguirsi dell'mwar0Onda di Rossby, la quale ha un ciclo di circa sette giorni.cite-ref-4[4]

Note

cite-note-11. mwasgmwaskmwasoAcqua, su mwasstreccani.it.
cite-note-22. mwas8mwatamwateNothing to sneeze at: New research shows pollen can change the weather, su mwatinoaa.gov.
cite-note-33. Giovanni Filocamo, mwatymwatcIl matematico curioso: dalla geometria del calcio all'algoritmo dei tacchi a spillo, cap. 2, Milano, Felrinelli, 2013.
cite-note-44. mwatsStefano Anghileri & Matteo Dei Cas, mwatwmwat0Ma è proprio vero che piove sempre la Domenica?, su mwat4centrometeolombardo.com.

Bibliografia

• mwauiJean Louis Battan, Le nubi: introduzione alla meteorologia applicata, Bologna, Zanichelli, 1981, ISBN non esistente.

Voci correlate

• mwauyPioggia
• mwaugNeve
• mwauoGrandine
• mwauwRugiada
• mwau4Brina

Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su precipitazione

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) precipitation, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwavu(EN) IUPAC Gold Book, "precipitation", su goldbook.iupac.org.